Metafisica dei sentimenti

Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.

Diceva nonna Anita quando andavamo tutti a tavola. E stai pur certo che se non arrivavi in tempo, Nonna Anita c’era ma il pranzo non c’era più.

Dunque chi c’è c’è dicevamo. Niente di più semplice e vero.

Chi c’è c’è anche quando non c’è, per dirne una.

Chi non c’è, non c’è manco quando ti dice che c’è. Ti dice che c’è per poter dire che c’era e questa è tutta un’altra storia.

Chi non c’è non è che c’è, il più delle volte ci fa.

Chi c’è c’è. C’è perchè lo senti in un angolo preciso tra il cuore e la pancia.

Cercalo, vedrai che lo trovi. Dici di no? Fidati, c’è.

C’è che passa il tempo e pensi che sia normale dire” Figurati se c’è. No, che non c’è.”

Invece c’è. C’è anche sei tu che non ci sei tanto. C’è sempre perchè non è che uno si sveglia la mattina e dice che c’è. C’è e basta e questa è l’unica, sola e incantevole poesia che c’è.

Tra due che ci sono che siano amori, amanti, amici, una scimmia e un camaleonte, c’è qualcosa che c’è, senza tanti fronzoli.

Chi c’è c’è. Non ha bisogno di altro. C’è e basta e tu te ne accorgi perchè in quella parte tra il cuore e la pancia, c’hai tutto un casino ma anche una vocina che dice che c’è qualcosa che c’è.

E il resto non c’è. E meno male che non c’è altrimenti non ci sarebbe posto per quello che c’è.

Le cose sarebbero così semplici, chissà perchè ci ostiniamo a complicarle.

 

KID (THE)

 

 

La madre dei cretini è sempre incinta

Sig.ra Lorenzin la prego, inorridisca.

Ho 37 anni, inizio ad avere le prime rughe. Non sono sposata nè divorziata.

Ringrazio ogni giorno dio, allah, jehova e tutta la cricca d’invasati (perchè volevo dirle che sono anche atea. La prego, inorridisca.) di non aver procreato in passato con un paio di mentecatti a cui mi sono avvicinata.

Oltrettutto non voglio figli.

La prego, inorridisca.

Curo il mio corpo.

Lo nutro.

Cerco di dargli una manutenzione tutto sommato accettabile.

Faccio l’amore con chi mi piace e quando mi piace a solo scopo ricreativo, cioè con l’unico obbiettivo di incrementare il mio benessere psicofisico e quello del mio partner, quando tutto va come deve andare.

La prego, inorridisca.

Conosco molto bene le conseguenze di una fertilità sbarazzina e mi creda, miete solo vittime. Il fatto di doverlo ricordare ad una “donna” anagraficamente matura e che pare abbia studiato è perlomeno inquietante, ma se vuole un giorno le faccio un disegnino.

Ho un lavoro ed una cospicua parte mi viene prelevata anche per pagare il suo stipendio, quindi tecnicamente lei dovrebbe essere anche una mia dipendente. Non me ne voglia se mi permetto di dirle che ci sono buone possibilità che lei abbia sbagliato mestiere. Di brutto.

Vivo la mia vita tutto sommato con gaiezza e molte passioni.

Ho una famiglia numerosa, amici, animali. Ai quali, senza distinzione, offro il mio amore. Sono una donna realizzata e felice e non ho grossi problemi economici, perciò se non ho un figlio è perchè l’ho scelto e mi ritengo fortunata.

Quando ho letto di questa bella iniziativa del “fertility day” spontaneamente mi è balenata nella mente l’immagine di  un uomo che, con un grosso siringone ingravidava una vacca. Subito dopo mi sono chiesta se poteva considerarsi un successo per lei e quella banda di astuti geniacci a cui è venuta in mente questa cosa, offendere e far imbestialire così tante persone tutte in una volta. Visto come vanno le cose in Italia di solito, credo di si.

Poi ho pensato che in effetti, siete appena tornati dalle vacanze, non ci sono grossi problemi nel nostro paese.

Non cade mica a pezzi.

Non siamo mica nel bel mezzo di una crisi economica ed umanitaria.

Ci sta che in un momento di calma piatta venga in mente una cazzata del genere.

Comunque Sig.ra Lorenzin torniamo al punto. La prego, inorridisca. Inorridisca della mia vita e continui a far sbandierare clessidre, cronometri e orologi a cucù, nella vana speranza che io cambi idea e finalmente mi decida a fare il mio dovere da donna. E mi scusi, mi ero completamente scordata che siamo nel medioevo. Oltrettutto recentemente ho perso il cilicio mentre fuggivo dal rogo.

C’era proprio bisogno di una “donna” come lei che mi venisse a dire cosa devo fare delle mie ovaie.

La prego. Inorridisca, perchè finchè inorridiremo l’una dell’altra, la linea di demarcazione tra i nostri pensieri sarà bella netta. Ed io potrò continuare ad andare a dormire felice di non aver dato i natali ad un altro imbecille in questo povero, sovraffollato e pazzo mondo.

mucca