Il terzo velo

Adesso che ho scoperto che, dopo i Jeans con gli strappi finti vendono a cifre esorbitanti anche le  sneakers finto sporche posso dire con certezza che è giunto il momento di prendere baracca e burattini e trasferirmi su un isola deserta in compagnia di una colonia felina ad inveire contro l’umanità intera. Sto esagerando? E’ possibile. Ma  solo perché inizio a guardare le cose con la stessa quantità di distacco, stizza e allarmismo. E tutto questo per due validissimi motivi.Il primo è che sto iniziando a sentirmi stretta in questi miei panni. Il secondo è che sta cadendo il terzo velo.

Per il primo punto la faccenda è lunga da spiegare soprattutto per me che non sono stata omaggiata del dono della sintesi. In più credo che a voi, delle mie psicotiche elucubrazioni mentali freghi poco o niente, perciò se siamo tutti d’accordo salterei subito al secondo.

La caduta del terzo velo non è altro che un modo poetico per dire che ho incominciato il mio consueto periodo di depurazione alimentare.Tutto qui. Non è altro che il terzo punto di questa danza dei sette veli che sto facendo da qualche tempo e cioè eliminare un’abitudine che non mi fa bene ogni mese, per trovare il mio centro ed essere di conseguenza più felice.

In questo caso è un approfondimento del secondo velo che trovate qui:

https://surfyourlifeblog.wordpress.com/2016/03/30/il-secondo-velo/

Giusto per andare più a fondo alla faccenda e cercare di fare le cose, per una volta, come si deve.

L’ho già detto che non sono costante? E che, di conseguenza, faccio fatica a perseguire i miei obbiettivi? E che sono un vulcano d’idee che poi restano a morire tra i miei pensieri? Si, mi pare di aver fatto outing un paio di post fa. Quindi adesso posso anche provare a farmi un complimento.Dovrei potercela fare. Ho un immenso spirito di sacrificio e l’abilità di trovare il lato positivo in quasi tutte le cose. C’è da dire che non sono doti innate,le ho dovute trovare in me anni fa quando ho dovuto affrontare il periodo più difficile e allo stesso tempo illuminante della mia vita.

Non è un argomento che amo approfondire, ma in soldoni posso dire che ad un certo punto della mia storia ho dovuto rimboccarmi le maniche e decidere che se volevo rimettermi in piedi, in ogni senso, avrei dovuto farmi un bel culo. E così è stato. Ed è una delle poche cose che mi rende orgogliosa di me stessa. Inaspettatamente l’attenzione all’alimentazione ha avuto un ruolo fondamentale e come accade spesso alle persone che si obbligano a fare le cose per farsi del bene, finisce che poi ti appassioni.

Così da qualche anno leggo moltissimi libri e blog sull’argomento nutrizione ma soprattutto sperimento su me stessa. In questo momento sto facendo un percorso che implica la rinuncia a lieviti, carni rosse, latticini, zuccheri raffinati, caffè e alcolici e quasi tutti i prodotti confezionati.C’è da dire che non è una cosa che si fa senza l’aiuto di un nutrizionista, quello è fondamentale per non farsi del male ed imparare a capire quello di cui ha realmente bisogno il nostro corpo senza fargli mancare nulla, perciò vediamo di evitare improvvisazioni ok?

Torniamo a noi.

In pratica elimino tutte le mie copertine di Linus e punto su un alimentazione basata su cereali integrali, frutta e verdura in quantità, legumi, semi oleosi, frutta secca, uova, pesce e pollo rigorosamente biologici e mi concedo di tanto intanto formaggio fresco di capra.

Ammetto che sia tutto tranne che semplice. Devi resettare il cervello e accantonare definitivamente per un periodo i cibi che assumi per ” consolarti” . Bisogna armarsi di fantasia e pazienza ma l’incremento in termini di salute, energia e gioia di vivere ripaga abbondantemente tutti gli sforzi e finisce che lentamente diventa uno stile di vita.

Siccome in questi periodi di restrizione la forma in cui presenti le cose assume un importanza determinante per riuscire ad arrivare al trentesimo giorno depurata si, ma non in preda ad una grave depressione, cerco di prepararmi dei pasti colorati e divertenti nel mio nuovo e splendido Bento box che porto tutti i giorni al lavoro. cercare di renderlo sempre diverso  è una sfida nella sfida. Così un po’ testare le mie capacità e un po’ per la curiosità di avere feedback da parenti, amici e conoscenti, ho preso a fotografarli e condividerli su Facebook ed Instagram. Fatemi sapere cosa ne pensate nel bene e nel male e se avete idee da proporre che ce n’è di bisogno!

Alcune persone hanno reazioni molto curiose quando vengono a sapere che stai affrontando questo tipo di sfida. C’è chi cerca di ostacolarti sventolandoti un calice di Prosecco oppure una porzione di Tiramisù sotto il naso con fare ammaliatore per farti  capitolare, senza successo. C’è chi ti guarda come se avessi deciso spontaneamente di tagliarti quattro dita della mano destra. E poi c’è chi con una punta di malcelata arroganza ti dice: si ,si.Bello.Brava , comunque sono più buone le lasagne al forno!-

Ma dai?  Meno male che me l’hai detto tu,altrimenti non ci sarei mai arrivata da sola.

Ad ogni modo complimenti per l’elasticità mentale.

Intendiamoci io sono una godereccia e vivrò sempre sospesa tra questa ricerca di benessere e la ricerca di sfondarmi di agnolotti e Barbera quando ne sento la necessità, ma fortunatamente non riesco a fare solo quello che mi chiede la panza e cerco anche di PENSARE  a cosa sia meglio per me. Perché mi voglio bene. Perché purtroppo non ho più cinque anni da mò.  Ma la cosa più bella è che le volte che capita che io mi conceda quello che mi piace senza pensieri aggiunti, l’ho DESIDERATO veramente, non è un moto automatico.

Ha un valore.

Che oggi manco le persone hanno un valore figuriamoci gli agnolotti.

 

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esempi di Bento Box

 

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