La triste storia di Elmer(do)

In famiglia, come già detto più e più volte, amiamo tutti gli animali. Io non so se la cosa sia poi tanto reciproca ma da che ne ho memoria, le case dei miei parenti sono sempre state abitate da bestie di varia natura, fratelli e cugini compresi. Se c’è un denominatore comune dei miei ricordi deve essere fatto di pelo e di piume. E siccome proverbialmente pare che con il tempo, quadrupedi e bipedi finiscano con l’assomigliarsi e che la nostra famiglia sia popolata per la maggior parte da regine del dramma, dive dismesse e comici mancati, va da sé che ci siano un mucchio di storie tragicomiche  da raccontare anche sui fedeli compagni di nonna Ninin e compagnia bella.

Tanto per cominciare i cani e gatti di casa hanno sempre avuto nome e cognome.

Dai racconti di Madre possiamo menzionare:

Gaetano Donizetti: Barboncino

Boris Pasternak: Collie

Coco Chanel: Schnauzer nano

Silvia Rimembriancor: razza non pervenuta

Marco Polo I: Barboncino (morto investito dal pulmino della scuola che andava a prendere Madre e zia a casa a Panama)

E molti altri che sicuramente sto scordando. Mi toccherà  fare un censimento dettagliato con Madre perciò la lista è destinata ad allungarsi inesorabilmente, stay tuned.

Io mando avanti con orgoglio la tradizione di famiglia a modo mio con: Vladimiro Vladescu e Ciro Cacatiello, mentre mio fratello Giorgio si è più concentrato sui nomi degli alcolici e al momento abbiamo terminato tutte le marche di Vodka e siamo a buon punto con i Gin.

Comunque da quando ho il cane ho potuto notare con piacere che non è un vezzo esclusivo della mia famiglia ma più verosimilmente una sorta di psicosi collettiva, dato che quando andiamo al parco è tutto un chiosare di :

Luiiigiii!!

Lucio vieni qui!

Giovanni smetti di abbaiare !

Olivia, vieni dalla mamma!

Sandro non mangiare quella cacca!

Ora io per una volta non starei ad aprire una polemica su come stiamo umanizzando gli animali, intanto perché ne sono direttamente coinvolta e poi finché ci sarà gente che porta a spasso nei passeggini Chihuahua vestiti come Paris Hilton la mia coscienza sarà candida ed inattaccabile.

Il cane preferito di nonna Ninin è stato Elmer: Schnauzer nano che non godeva della stessa popolarità con gli altri membri della famiglia, dato che puzzava, era viziatissimo, dispettoso e defecava in tutti gli angoli della casa. Per questi motivi, venne quasi immediatamente ribattezzato da nonno Giorgio ” EL MERDO” Causando così l’ira funesta della nonna e copiose prese per i fondelli  da parte di zii e nipoti, che se possibile, riuscirono addirittura a peggiorare la posizione del nonno agli occhi di Ninin .

Vorrei essere precisa nella descrizione dell’odore perché è una cosa che (fortunatamente) non ho mai più sentito nemmeno a contatto diretto con pecore e capre, che è risaputo non odorino di “Acqua di Parma”

Mocio Vileda lasciato a marcire in acqua sporca per qualche mese, sudore di persona abbondantemente in sovrappeso dopo una sessione di spinning, cane bagnato, alghe e odor di stantio. Smell the magic baby.

Se mi fossi fatta furba avrei potuto brevettare il cocktail micidiale, creare la figurina definitiva degli “Skifildol puzz” e diventare schifosamente ricca. ma così non è perciò mi accontento di  tediare voi.

Fatto sta che Ninin  non si arrendeva MAI, così lo portava una volta alla settimana a far toelettare piena di speranza, finché un brutto giorno, quando venne il momento della profilassi antiparassitaria di routine, forse a causa di un dosaggio elevato di medicinale, El Merdo giacque morto. Dal dispiacere Ninin quasi quasi gli andò dietro  ma poi accadde il miracolo e dopo dieci minuti il cane si riprese. Si riprese e campò ancora per qualche anno aggiungendo al meraviglioso bouquet sopra citato una sfumatura di morte apparente .

Dopo qualche anno la stessa scena si ripropose con dipartita definitiva del povero cane, periodo di lutto per Ninin, durato fino all’avvento di Coco Chanel, lo Schnauzer di consolazione (e solo mentre scrivo mi accorgo di quanto non sia casuale la scelta del nome)

Dal canto mio ho sempre nutrito grossi  sospetti sulla buona fede della toelettatrice, conoscendo la brutta fama di Elmerdo, credo che quella volta, per essere certa di portare a termine il lavoro sporco, avrà deciso di usare direttamente del  Napalm.

Cattura
sto mentendo, quella è sicuramente Cocò, Madre non avrebbe mai osato tanto.

 

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4 thoughts on “La triste storia di Elmer(do)

  1. il preferito della nonna era Marco Polo I che fu investito mentre aspettvamo il pullmino per la scuola proprio il giorno in cui morí a Genova la mamma del nonno che non riuscí mai a capire come mai la nonna, che naturalmente non amava la suocera, piangesse

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