il Fish Box e la spesa sostenibile

E niente, finalmente è arrivato.

Riuscivo a stento a contenere le emozioni: Mi batteva forte il cuore e sentivo le farfalle nella pancia, continuavo a guardarmi nervosamente intorno, sicura che sarebbe stato un po’ in ritardo come al solito ed invece con un misto di stupore e gioia eccolo palesarsi di fronte ai miei occhi quasi all’improvviso in tutta la sua magnificenza : Il furgone della Hertz contenente il mio amato Fish box!

Siccome gli uomini più che regalare emozioni, a parte brevi e fugaci parentesi, tendenzialmente vengono a rompere i coglioni, ho deciso che d’ora in poi mi esalterò solo di fronte al cibo. Che poi detto tra noi non è che sia una decisione che prenda facendo grossi sforzi, diciamo che è già una mia inclinazione naturale.

E così è stato ieri quando mi sono recata davanti all’ Askatasuna ,ad attendere l’arrivo del furgoncino che portava questa meraviglia di pesce che arriva da Termoli , viene pescato in maniera sostenibile e cioè tenendo conto della stagionalità e dei periodi di riproduzione delle specie, senza reti a strascico ed amenità varie che purtroppo stanno devastando il nostro mare senza rispetto alcuno.

Eravamo lì , meno di una decina di persone, un gruppetto eterogeneo. I componenti del G.a.s Vanchiglia più un infiltrata: Io. Arrivato il furgoncino incomincia la distribuzione dei pesci: Elena tiene l’elenco, si paga, si prende il pesce e si viene depennati dalla lista. Et voilà!

Io con il mio tesssoro in braccio, perché naturalmente avevo scordato la borsa, sono subito andata tutta tronfia e felice Da Emilia a mostrarlo alle mie amiche Chicca e Claudietti, manco avessi appena partorito. Ho aperto lo scrigno lentamente  guardandole intensamente  negli occhi per carpirne  qualche emozione ed invece ho potuto notare solo lo sguardo schifato di Chicca causato dalla vista dei dentini dei Merluzzi. Ma non importa, quando glieli riproporrò cucinati avrò la mia agognata soddisfazione.

Devo ammettere che appena arrivata a casa e giunto il momento della pulizia dalle interiora dei suddetti, la poesia mi è un po’ passata e chi si pulisce da solo il pesce mi può anche capire.Un calamaro può contenere moltitudini. Figuriamoci 2 chili e mezzo. In pratica la mia cucina alla fine della faccenda sembrava il set di un film di Dario Argento. Io puzzerò di pesce ancora per una settimana, credo.

Comunque in meno di mezz’ora me la sono cavata, ho messo su il brodetto con i resti dei gamberi ed ho fatto tante buste monoporzione con il pesce pulito. Ho surgelato tutto a parte una discreta quantità di Gamberi e mi sono fatta una pasta che ha ottime probabilità di diventare il mio futuro cavallo di battaglia: tagliolini al nero di seppia, avocado, gamberi appena scottati e peperoncino fresco. Una goduria.

Siccome uno degli obbiettivi che mi sono imposta quest’anno è di imparare a fare la spesa rifuggendo il più possibile i supermercati e concentrandomi su piccole realtà cercando di mantenere la concentrazione sulla qualità dei prodotti, il costo  e l’etica verso gli animali (anche se qui l’unica soluzione sarebbe smettere di mangiare carne e basta, ma al momento non ci riesco perciò cerco un compromesso.) Ho trovato che quest’iniziativa sia l’alternativa più interessante.

se volete saperne di più, ecco il link: http://www.fishbox.it/

E poi volete mettere il valore aggiunto dell’attesa? Quella sensazione che può provare solo chi l’ha già acquistato una volta, di stare lì fuori ad aspettare e sentirsi osservato dagli estranei che pare stiano pensando” Che minchia fanno quei quattro fessi” E invece intimamente tu ti senti il membro di una società segreta con l’altissimo scopo di salvare il mondo.

Quindi il concetto che accompagna tutto sto sbrodolamento di parole è sempre lo stesso: Un po’ meno, un po’ meglio.

Che si applica non solo al cibo ma a quasi tutto, credo. Ultimamente ne ho potuto apprezzare l’essenza anche nella comunicazione. Meno parole ma che arrivino direttamente dal cuore. Mi sto applicando pure in questo ma come avrete potuto notare avrò enormi difficoltà a trovare in me il dono della sintesi.

C’è anche da dire che negli anni come spesso accade, divento sempre più simile a Madre e tutto il casino del mercato del pesce inizia ad infastidirmi non poco.E’ vero, anni fa andavo serenamente, una volta dopo una memorabile imitazione della Seppia me ne hanno persino regalata una, ma ero più  giovane e più paracula (incredibile ma vero)adesso che, forse un po’ precocemente (ma mica poi tanto) mi godo le gioie dell’ anzianità, posso dire con candore che mi stanno sul culo quasi tutti. Perciò sono obbligata in qualche modo, a cercare alternative alle urla beduine del mercato.

IMG_6106
Il mio tesssssoro

 

 

 

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