Il secondo velo

Diciamo serenamente che tra cambio dell’ora, cambio di stagione, cambio dell’armadio, questa Primavera sta avendo l’effetto su di me, che potrebbe avere un potente allucinogeno. Non riesco a dormire, non riesco ad organizzarmi, non riesco a pensare, passo dalla depressione più nera al sovraeccitamento all’incirca ogni 20 minuti. In compenso riesco a mangiare tranquillamente come un camionista di 90 kg senza batter ciglio.

Credo che questa fame atavica sia dovuta ad un dilatamento delle pareti dello stomaco causato da indovinate chi :Ninin e Padre.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il mio inizio su questa terra è stato a dir poco turbolento. Da lì ad occhio allenato si poteva capire che anche il seguito avrebbe avuto quell’andamento ma non mettiamo troppa carne al fuoco.

In un’assolata estate di tot anni fa, una Madre panzona, si faceva beatamente gli affari suoi al mercato di Piazza Palermo a Genova, senonché, venne chiamata in ospedale per partorire anche se io non avevo dato nessuna avvisaglia di voler uscire a vedere che aria buttava. Le hanno indotto il parto e la motivazione ancora oggi, per me rimane un mistero. So solo due cose: la prima è che i medici hanno iniziato a rompermi i coglioni un po’ troppo presto. La seconda che nella traversata delle membra materne ci son stati svariati  problemi e  mettici che ero pure sottopeso, mi son fatta anche un giro nell’incubatrice. La vicenda ha generato le seguenti reazioni nella mia famiglia:

Madre, siccome ero troppo piccola , quando ha dovuto presentarmi ai miei fratelli che ritornavano dalle vacanze a Panama ha pensato bene d’imbottirmi il vestitino di carta igienica per farmi sembrare più consistente. Complimenti per la creatività ma tanto loro mi hanno schifata lo stesso per almeno cinque anni, perché non interagivo, dormivo ed evacuavo e basta.

Invece quelle volpi astute di Padre e Ninin, naturalmente ognuno all’insaputa dell’altro, avevano incominciato a darmi biberon extra per farmi ingrassare. A sei mesi avevo abbondantemente recuperato e sorpassato gli altri bambini. Se riguardo le foto da piccola non ce n’è una in cui non abbia il rigurgito e sembro la figlia illegittima dello zio Fester  degli Addams.Che carina. Da lì a me viene sempre spontaneo pensare, soprattutto in quest’ultimo periodo che l’argomento sta scatenando gli animi della gente, che l’orientamento sessuale dei genitori naturali e non, sia l’ultimo dei problemi di un bambino.

Comunque con un certo vanto posso dire che dopo quell’esperienza il mio appetito è sempre stato proverbiale. Ho sempre finito gli avanzi dei piatti dei miei fidanzati ed uno dei miei più grandi moti di orgoglio è aver mangiato per pranzo 4 etti di agnolotti con burro ed abbondante parmigiano. da ciò si evince, intanto, che io dia un significato molto personale al concetto d’ambizione e che , se non mi do un giro di tanto in tanto, la mia dieta è senza dubbio squilibrata. Ho imparato a cucinare per sopravvivenza. Claudietti ricorda che tredici anni fa, quando sono arrivata a Torino, mi nutrivo solo di coca cola, prosciutto di parma e mozzarella di bufala. In alcuni periodi tendo più a colmare il vuoto che sento dentro che nutrire il mio corpo, ma da qualche tempo sto imparando a prendermi cura di me stessa e che il cibo può essere un valido alleato anche per la ricerca del benessere e della felicità. Si è così. L’unico problema è che non conoscendo grigi nella mia vita, per prendere una sana routine devo per prima cosa eliminare definitivamente tutto ciò che mangio più per abitudine e cambiare radicalmente la mia routine alimentare. In pratica inizio con una disintossicazione radicale che comporta, tra le altre cose,

un ‘incazzatura intrinseca ed altri vari malesseri per la prima settimana. Cosa che porta tutti i miei amici ad evitarmi come la peste nera. Ma quando il corpo si disintossica capisco che ne vale la pena. E siccome abbiamo superato brillantemente la caduta del primo velo, cioè dell’abbandono del fumo, ho pensato che questa potesse essere la seconda prova alla quale sottopormi per fortificarmi e liberarmi da quei gesti automatici che mi allontanano da me stessa. Il secondo velo, per l’appunto.

tutto ciò per dirvi che presto, tornerò ad argomentare di cibo, cosa per la quale, avevo deciso di aprire queso blog. L’ho solo presa un po’ troppo larga. stay tuned.

IMG_5976
Madre che a modo suo tenta di salvarmi da un futuro da cicciona. Io molto contrariata

 

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5 thoughts on “Il secondo velo

  1. Complimenti per aver smesso di fumare e vedrai questo secondo velo che all’inizio sembra faticoso si trasformerà in creatività fantasia e nuova conoscenza 🙂

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