Il cibo, la musica ed i moti dell’anima

Ieri sera ho dovuto cucinare in fretta e furia un tris di piatti per un’idea malsana che è venuta alla mia amica Cristina e che se per caso andrà in porto, mi metterà nei guai. Ma io ci sono abituata perciò per il momento non mi scompongo più di tanto.

Così ho invitato  a cena il mio amico Stefano nonché il mio insostituibile maestro di Ukulele. Uomo di impareggiabile pazienza e sensibilità. Alla fine, ovviamente non abbiamo fatto lezione e ci siamo abbuffati come facoceri tirandoci giù una bella bottiglia di Santa Cristina che non guasta mai. E’ stata una di quelle belle serate in cui incominci a parlare, mosso dalle bollicine e dalla panza piena, di massimi sistemi, di senso della vita, un po’ per bilanciare la grezzaggine con la quale ci siamo avventati sul cibo, un po’ per moto spontaneo, un po’ per l’avvinazzamento imperante. Il succo del discorso, ammesso ce ne sia uno e non me lo stia inventando paro paro per darmi un tono, era basato sull’interrogativo su come cazzo ha fatto l’essere umano a progredire così tanto e nello stesso tempo ritrovarsi così lontano da se stesso e dal senso dell’esistenza.

Di come questo senso di inadeguatezza, di smarrimento, che abbiamo tutti, chi più chi meno, sia forse dovuto  in parte al fatto, che cerchiamo di riempire la nostra vita di cose credendo che queste ci faranno sentire migliori. Di come abbiamo bisogno di fare un certo tipo di percorso prestabilito per sentirci realizzati: la laurea, il matrimonio la casa i figli per poi accorgerci che probabilmente non l’abbiamo desiderato veramente e quelle cose che ti dicevano fossero le cose importanti della vita finiscono per diventare delle gabbie dorate dalle quali presto o tardi ti accorgi che non puoi più uscire. Che ansia. Io comunque da quel punto di vista sto a posto perché non ne ho imbroccata una: niente laurea, no marito ,no figli e nessuna proprietà. Per molto tempo mi sono sentita in difetto per queste cose ma in questo preciso momento mi sento solo più leggera. Ho sempre avuto la strana sensazione che tutte quelle cose vengano fatte più per far piacere agli altri che per se stessi, probabilmente io e il destino abbiamo peccato di mancanza di tempismo, ma se mi guardo indietro son felice di tutto ciò che ho lasciato (e che mi ha lasciato) andare perché in realtà, non credo di voler appartenere a nulla. Ma la cosa più bella di tutte è che so che in qualsiasi momento potrò cambiare idea e cavalcare un  nuovo punto di vista,cercare altri  stimoli, avere nuovi desideri, non si può controllare cosa cambierà in noi ed è meraviglioso  lasciarsi sorprendere dalla vita. Ieri si diceva  tutto questo ed è stato  molto bello sentire Stefano che parlava di tecniche per arrivare alla pace interiore, di come il cervello sia un alleato, una macchina che ci aiuta a risolvere i problemi ma che senza la collaborazione di cuore, pancia e sesso, spesso non fa che crearli i problemi.

Alla fine ho pensato che forse il senso della vita è godersela per intero, restando nel presente, facendo quello che ci piace. Ma chissà perché se dici questa cosa in giro , le persone ti guardano come se fossi solo un fancazzista che non ha voglia di crescere, l’eterno Peter Pan. Credo tendenzialmente che  gli altri giudichino in maniera negativa non solo quello che non possono comprendere ma anche quello che sotto sotto vorrebbero ma che toglierebbe il senso a tutto quello che hanno perseguito per una vita. Abbiamo tutti bisogno di darci conforto nella ragione.

Stefano è un cantautore, un bravissimo musicista che ha vissuto dieci vite, un uomo dalla rara delicatezza che segue il suo sogno. questo è una delle sue canzoni che amo di più:

Io non so ancora darmi una definizione,m’interessano molte cose ma non sono mai stata in grado di sceglierne una ed approfondire. Diciamo che me la cavicchio in due o tre faccende  ma resto sempre in superficie. Il cibo e la musica sono due delle mie grandi passioni. Mi piace cucinare per chi amo anche se per me stessa faccio sempre piatti che assomigliano vagamente alla pappa del cane, però senza grandi sforzi riesco a tirare su una bella cena in semplicità per un po’ di persone e tutte le volte si crea una bella magia. Mi piace da morire cantare, ma a casa, convinta che non mi senta nessuno anche se in fondo lo so che mi piglia per il culo tutto il palazzo dato che io, ogni mattina sento distintamente i piagnistei ed i discorsetti della treenne del piano di sotto. Le pareti di casa mia  sono ostie ed il mio pubblico subisce suo malgrado con lo stesso entusiasmo con cui assistevo io alla messa della Domenica.

E’ che sia la musica che il cibo riescono ad evocare delle emozioni in maniera quasi istantanea, passano direttamente attraverso la pelle ed amplificano i nostri sensi. Riescono a far affiorare ricordi in maniera più totalizzante, ci sono canzoni che non smettono mai di commuovermi ed io sono una che se si fissa su un pezzo è capace di riascoltarlo ad oltranza da qui a per sempre. Caruso di Dalla è talmente legata a mio padre che ricordo perfettamente quando l’abbiamo ascoltata insieme in un viaggio di ritorno da Firenze sulla sua” Alfa 164″( la macchina da pappone per antonomasia) e ci siamo commossi insieme. E dire che non ricordo quasi nulla. Il mio cervello ferma solo i dettagli. Ma ogni volta che la riascolto io sono lì. Ci sono degli odori e dei sapori che mi rimandano immediatamente e Panama. So che quando nel mio frigo abbondano papaya, mangos e latte di cocco è perché ho nostalgia e voglio tornare, ma magari non posso e allora mi mangio un pezzetto delle mie radici. Meglio che niente. Il cibo e musica sono le due cose che ci avvicinano di più al sublime. Ed  anche se molte persone, tra le quali me medesima hanno gusti discutibili al riguardo, è una cosa che riguarda tutti in qualsiasi parte del mondo. Sono necessità che semplicemente abbiamo dentro da sempre, sono la nostra memoria, sono l’idea che cerchiamo d’ignorare, che le cose che  veramente ci servono sono il nutrimento del corpo e dell’anima. Per tutto il resto c’è Mastercard e l’intuizione che ci stiano prendendo abbondantemente per il culo.

7114133919_350afbf457
L’epilogo più probabile di una normalissima cena con i miei amici.
Annunci

4 thoughts on “Il cibo, la musica ed i moti dell’anima

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...