D-Istruzione

Volevo pubblicamente ringraziare i miei genitori per aver fatto un mucchio di sacrifici per farmi studiare nonostante tutte le rimostranze che hanno dovuto subire negli anni dalla sottoscritta. A me non piaceva andare a scuola, a me piaceva principalmente farmi i cazzi miei in mezzo alla natura selvaggia e per natura selvaggia intendo il giardino di Via Guerrazzi a Genova dove sono cresciuta. E lo so benissimo che non è una dichiarazione edificante ma meglio detto da me che spifferato poi in seguito da elementi terzi.

C’è da dire comunque che la scelta delle scuole fatte dai miei genitori ma soprattutto da devotissima Madre non ha aiutato né me né la mia ansia ad uscire psicologicamente  indenne dagli anni della scuola dell’obbligo. Io mi sono sparata 8 anni di suore. Nell’ordine: Benedettine, Marcelline e Dorotee dove ho passato solo un anno e finalmente sono riuscita a farmi cacciare. Che se ci fosse un album delle figurine dell’ordine religioso cattolico, quello sarebbe l’unico album che avrei mai finito in vita mia. La maestra delle elementari si chiamava Suor Iole e L’insegnate d’Italiano e Storia delle medie era Suor Manuela. Comun denominatore di entrambe era la predisposizione all’incazzatura facile con conseguente  vena rigonfia sulla fronte. Diciamo che il metodo Montessori non la faceva da padrone, ma alla fine se due cose due le ho imparate, lo devo alla loro tigna e alla  paura che avevo della loro reazione quando sbagliavo qualcosa e purtroppo capitava spesso. Da lì mi auto nominai: Valli di lacrime. L’anno scorso frugando nel cassetto dei ricordi a casa dei miei, ho rinvenuto un tema fatto in seconda media dal titolo: Suor Manuela furente. In cui in pratica perculavo abbondantemente Suor Manuela per la sua innata pazienza fingendo preoccupazione per la sua salute e per un  eventuale futuro ricoperta di rughe tanto si smostrava dall’ira. Presi”Appena sufficiente”. In quell’occasione vennero dimostrate due cose: che già da piccola, nonostante la mia proverbiale emotività, non avevo paura di dire quello che pensavo e che Suor Manuela nonostante tutto incassava il colpo con discreta eleganza. Dopo quell’episodio però non ci fece mai più fare un tema libero. So che qualche anno dopo la fine della scuola si fece missionaria in Sud America. Io spero tanto per quelle povere creature che il suo problema fosse proprio con le alunne delle famiglie borghesi Genovesi perché se no mi vien da dire che non c’è limite alla sofferenza.

Mi sono rimaste alcune cose di quel periodo: Per anni ho faticato ad addormentarmi perché avevo paura che m’apparisse la Madonna e la pregavo tutte le notti affinché facesse visita ad un’altra bambina e non a me. Che tra Religione e Spiritualità la differenza c’è e si vede e che se alla fine ho optato per la seconda l’ho fatto con cognizione di causa anche se capisco, perché ogni tanto mi capita, il senso di smarrimento che si sente  quando le cose vanno storte e non hai più “Santi in paradiso” ma devi fare affidamento solo sulle tue forze, essere gli unici responsabili di se stessi è ostico ma di gran lunga più efficace. Comunque devo ammettere che ho passato una bell’infanzia in quei luoghi, le  sedi delle scuole erano bellissime, con giardini enormi e ben curati,ci nutrivano bene e passavamo molto tempo all’aperto a giocare, eravamo protetti. Non avevamo idea del significato della parola “fatiscente”. Nell’aula delle elementari avevamo tante piante ed  anche i canarini che cantavano tutto il tempo, ogni tanto facevano le uova e  se l’implume mostro sopravviveva veniva donato al bimbo meritevole di turno. Mi è rimasta sempre impressa una cosa detta da Suor Iole in quinta elementare poco prima degli esami e cioè che dovevamo stare attenti, che quel mondo protetto di lì a poco sarebbe diventato più ostile che la gente ci avrebbe giudicato anche per la marca di scarpe che avremmo indossato. Mi duole ammetterlo ma aveva proprio ragione. Solo che pensavo che ad un certo punto sarebbe finito anche quel mondo lì mica che sarebbe durato tutta la vita!

suore

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12 thoughts on “D-Istruzione

  1. a te è andata molto meglio che a me! I miei primi anni figlia di italiano in un collegio di suore spagnole….insomma è stato pauroso ma ciò nonostante penso e ripenso a tutti i vantaggi che ho avuto dall’essere una persona bene educata! ed ho trovato anche io il modo di dire quel che penso quando penso che sia realmente necssario altrimenti il silenzio!

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