L’animale guida

Dicono che ognuno di noi abbia un animale guida dal quale trarre ispirazione, una sorta di totem o entità che ha un significato simbolico per una singola persona, la cui caratteristica principale potrebbe essere una qualità anelata dalla persona stessa.

Ci sono quelli fortunati che si rispecchiano nell’aquila, nell’orso, nella tigre o meglio ancora nel lupo ,tutte bestie in cui è bello identificarsi e ricercare così in se stessi forza e dignità.

Molto spesso però, per la gente comune o per quella che conosco più o meno approfonditamente io, le cose sono molto diverse.

Ho visto persone  far riferimento a bestie quali: Il maiale, lo stercorario, la cicala, il ramarro  e molto spesso la zoccola ( sia uomini che donne, sia chiaro.) Animali che di parvenza spirituale hanno ben poco da comunicare ma allo stesso tempo dicono molto della persona alla quale fanno riferimento.

Io personalmente credo che le cose non siano così semplici e che di animali guida ne abbiamo ben più di uno a seconda del giorno e del periodo della vita che stiamo affrontando. Ad esempio la mia amica Claudietti, che più che amica è proprio sorella acquisita nel cammin di questa vita, sostiene che certe sere il nostro animale guida sia l’oca. Essa  ci accompagna starnazzando nelle notti Torinesi, io me la immagino sculettare davanti a noi con una bandierina gialla, un pò monito per gli sventurati che ci incontrano in serate particolarmente moleste un pò guida turistica per tenerci tutte insieme ed evitare così dispersioni di decibel e di tedio.

Io ogni tanto penso che il mio animale guida sia una combo dei miei animali domestici:

Un po’ gatto Vladimiro pigro, bulimico,  insaziabile di formaggio e di coccole, il gatto più molesto e bisognoso che si sia visto su questa terra tanto da essere presto rinominato Stalkerino, un po’ cane Ciro  che sembra il frutto dell’amore proibito tra un maiale ed una volpe, con lo sguardo tenero del cane bastonato e molto poverino ma che sotto sotto è un paraculo di dimensioni spropositate che alla fine ottiene e fa ciò che vuole. Per comodità lo chiameremo Vladiciro. Bel quadretto davvero.

L’animale guida di nonno Giorgio, già citato precedentemente era il bradipo e quello di nonna Ninin sicuramente era la scimmia. lei senza scimmia non viveva e non in senso lato, non era mica una tossica, almeno non credo, ma ovunque andasse doveva assolutamente averne una con sé. Mi ha narrato Madre che una volta, negli anni settanta quando venne a trovare lei e i miei fratelli da Panama, appena superata la dogana, con un sogghigno che mi pare proprio di vedere, spalancò il suo impermeabile in stile maniaco ai giardinetti, mostrando al suo interno due povere scimmiette nane che giacevano narcotizzate nelle tasche interne del soprabito abilmente mimetizzate, dono per i miei fratelli. Inutile dire che le poverette non videro il mese successivo, ma la casa di mia mamma in compenso ha puzzato di stalla per anni.

Ognuno ha il suo animale totem  dunque, ed anche se piano piano stiamo cercando di sterminarli tutti perché alla fine più che animali noi umani ci comportiamo come il batterio dell’Ebola, ci sarebbero ancora tante scelte simboliche da fare e non mi spiego come mai, non cerchiamo qualcosa che c’ispiri a far di meglio ad elevarci e invece volenti o nolenti , almeno una volta nella vita, facciamo quasi tutti riferimenti all’ornitorinco: simpatico mix tra una lontra ed una papera, un animale che se lo guardi ti viene solo da dire: Ma perché? Presente sulla terra da tempo immemore non è mai cambiato di una virgola e sembra essere assolutamente ignaro di ciò che è , figuratevi se ha qualcosa da insegnarci, poverino.

anatra-castoro-ornitorinco

 

 

 

 

 

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4 thoughts on “L’animale guida

  1. Grazie Valli…mi hai dato l’occasione e lo spunto per cercare il mio animale guida…
    Mi sono ritrovata nel lamantino o meglio nel dugongo..Le gioie e le avversità della vita mi han fatto nuotare in acque dolci e in acque molto salate, in placidi fondali e negli abissi ..ma ,dopotutto , nuoto da millenni ..alimentando leggende per i marinai 😉.
    Grazie !

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    1. Primo: IL dugongo è un animale bellissimo. Secondo: sono proprio le acque molto salate che ti hanno permesso di diventare la donna meravigliosa che sei. è un asfiga immonda, bisogna passarci, ma va bene così.

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