Un pò per amore, un pò per caso.

Questa mattina, finalmente, son riuscita a fare una bella passeggiata con Ciro, il mio maialontra. Rimuginavo tanto per cambiare sui fatti miei ed il pensiero principale era su quanto tempo perdiamo a prepararci, a farci un’idea di delle cose che vorremmo per essere felici e poi puntalmente arriva un tiro mancino del destino e tutto cambia. Come se ci fosse una sceneggiatura nella nostra testa di una commedia bellissima che però non finanzieranno mai. Ci pensavo perché quando ho aperto questo blog, avevo un’idea ben precisa di quello che avrei voluto fare e della piega che avrebbe dovuto prendere. Per dire che ho i tempi lunghi, mi ricordo perfettamente il momento esatto in cui ho pensato per la prima volta a questa cosa qui. Era Gennaio dell’anno scorso ed io me ne stavo spiaggiata su una sdraio a Playa Blanca  e siccome non c’avevo un cazzo da fare se non farmi un’abbronzatura che scatenasse l’invidia dei colleghi, pucciarmi mollamente nell’oceano pacifico e cercare di non finire fuori strada con el carrito da golf: unico mezzo a quattro ruote che mi è stato concesso guidare dato che non ho la patente  non perché io sia una radical chic che ha deciso di non averla ma perché non me l’hanno proprio voluta dare. L’esaminatrice, dopo un improbabile parcheggio in retromarcia nel quale tra poco tiro sotto tre bambini Rom, che impavidi, giocavano a palla in mezzo la strada incuranti del pericolo sfiorato,  mi ha solo detto:- Signorina: non me la sento.- Così ho apprezzato il coraggio di Tio Rodrigo quando mi ha dato le chiavi del suo carrito per arrivare dalla casa alla spiaggia più agevolmente. Mio padre ha apprezzato un po’ meno: Lui, che ha vissuto sulla pelle la fame e la guerra era terrorizzato. Il suo sguardo mentre affrontava a fianco a me le stradine impervie del villaggetto, è la più grande prova d’amore che abbia mai ricevuto. Comunque non divaghiamo. In quell’occasione  pensai per la prima volta  a questo blog. Il nome mi venne in mente quasi subito. volevo parlare delle mie passioni e di come queste siano il motore che ti spinge a migliorare. Dopo circa  un’anno finalmente sono passata all’azione ed eccomi qui che scrivo, principalmente, della mia strana famiglia.  Io non sono una persona organizzata. Non ho autodisciplina, io nella vita vado a braccio. Mi hanno sempre rimproverata tutti per questo, ma io sono una che non da soddisfazione. Mi perdo fra i miei pensieri, come peraltro avete già potuto notare, mi lascio trasportare dalla corrente, così sono piena di progetti mai realizzati e di cose lasciate a metà. Di solito questa cosa mi fa incazzare tantissimo, perché in questo mondo dove devi sempre dimostrare il tuo valore, dove devi essere il più figo di tutti , il non sapere dove vuoi andare a parare e come fare a raggiungere i tuoi obbiettivi è un bruttissimo difetto e purtroppo, nel mio caso non è nemmeno l’unico.

Però in tutte le cose c’è un aspetto che non teniamo mai in considerazione, un punto di vista che appare quando tutto sembra andare storto ed i tuoi piani sono rovinati da fatti estranei al tuo controllo. Puoi incazzarti, chinare la testa e prendertela con il destino infingardo oppure puoi cercare di uscire da te stesso ed abbracciare un nuovo punto di vista. Di solito è in queste situazioni che si compie una specie di miracolo ed avvengono cose che non avresti creduto possibili. Puoi scoprire delle risorse che non pensavi di avere e che ti sono più utili per darti un senso di quello che avevi programmato. Tanto i piani se non li cambi tu verrà la vita o qualcun altro a farlo ma se saprai essere più fluido, sarà comunque bellissimo. Io ho un rapporto ambivalente con le mie radici, sono tanta roba, nel bene e nel male e su questo non ci piove. Ma questa specie di catarsi che sta succedendo, scrivendone, sta mettendo a posto tante cose, più di quanto avrebbe fatto il bel programmino che mi ero fatta. E va bene così.

Come va bene che quella stronza dell’esaminatrice non mi abbia dato la patente, così sono qui che posso solazzarmi a scrivere dei fatti miei  e non alle Vallette con povere anime sulla coscienza.

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