Io sono

E’ venuto il momento di passare alle presentazioni: Io mi chiamo Valeria Giovanna Anita Aminta. Ci sarebbero potuti essere in coda anche Giorgia e Santiaga, ma a quel punto credo siano intervenuti gli assistenti sociali, così mi trovo a gestire “solo” quast’accozzaglia di nomi e di conseguenti personalità. Quella faina di Madre, per portare a termine il losco piano, ha sostenuto per anni, con i parenti italiani, che fosse un’usanza panamense e a con i parenti panamensi , che fosse un’usanza italiana. Medea. Io me ne sono accorta tardi, come spesso mi accade, perchè son sempre con la testa fra le nuvole a fantasticare e non è facile tirarmi giù, di solito ci riescono solo a badilate. Me ne sono accorta tardi, dicevamo, quando finalmente, è scaduta la mia carta d’identità Panamense e sono dovuta andare a rifarla. Io ero molto felice perchè nella foto ero un cesso mostruoso e mi vergognavo come una ladra a mostrarla in giro, probabilmente a qualche posto di blocco, avrei preferito la prigione che tirarla fuori dal portafoglio. Adesso in quella nuova sembro una tossica , ma sono una persona positiva e mi è parso  comunque un miglioramento. Dovete sapere che da anni ormai a Panama la carta d’identità è del formato della carta di credito, non come qui in Italia che è formato rotoloni regina. Infatti è piccola e per farci stare tutti i nomi hanno dovuto scrivere anche sul lato destro in verticale. Fu a quel punto che notai il sopracciglio alzato dell’impiegata  come a dire: WTF!  E mi accorsi del misfatto.Comunque per mia fortuna in quella Italiana c’è la virgola dopo Giovanna e se non fosse che la storiella è sempre stata un mio cavallo di battaglia, probabilmente non lo saprebbe nessuno.

Comunque non è mica finita qui , vi piacerebbe. Mi piacerebbe.

Veniamo alla scelta dei nomi : Valeria l’hanno scelto perchè è il secondo nome di mio padre, cosa che è venuto a scoprire alla tenera età di 55 anni, quando si è sposato con Madre ed è dovuto andare all’anagrafe a ritirare il certificato di nascita. Lui credeva di chiamarsi Corrado Nino Antonio mi pare e di essere nato il 23 Novembre. Scoprì in quell’occasione di chiamarsi Corrado, Valerio e qualcos’altro e di essere nato il 12 Novembre. Quando chiese lumi alla nonna questa fece la vaga . Per i nomi si era semplicemente confusa , aveva avuto 5 figli in tempi di guerra aveva altro a cui pensare, per la data di nascita venne fuori che aveva barato per poter fare una sola festa di compleanno per papà e per la zia Teta e risparmiare. Lui comunque non ha fatto una grinza e da allora festeggia due volte il compleanno. Secondo i miei calcoli, oggi ha 198 anni.

Veniamo a Giovanna. Giovanna è il nome con cui nonno Giorgio chiamava mia madre Anna Maria. Mia zia si chiama Aminta e lui la chiamava Francesca. Mia madre quand’era piccola non riusciva a pronunciare bene Francesca e la chiamava Pakeka, nome con il quale ancora oggi ella si firma.

Anita e Aminta sono i nomi delle nonne e qui è tutto, diciamo così, normale. Sarà per questo che se avessi potuto scegliere mi sarei chiamata Ada.

Comunque sta storia dei nomi a Panama a me ha fatto sempre tanto ridere. All’attivo, in famiglia abbiamo: Tio Pungo,Tia Patita, Tio Rocky, Tia Inky, Pinky, Tio Porriqui, Maruchi, Pululù e molti altri e no, non sono i teletubbies. Io lo trovo bellissimo ma spesso mi perdo perchè là sono tutti Tio e Tia anche quando non ci sono legami di sangue. Questa pratica l’ho riportata anche qui a Torino e da allora nel quartiere ho tanti zii acquisiti, una suocera e due cognate. Mia suocera si chiama Magda ed ha deciso che sarei diventata sua nuora un giorno di primavera incontrandomi per strada. Il mio futuro marito ha deciso da lì a breve di emigrare e non lasciar più traccia di sè . Chissà perchè. Credo di essere l’unica donna al mondo più felice di avere una suocera finta che un marito vero.

Comunque tutto questo bailamme , mi ha reso confusa ma anche più predisposta ad avvicinarmi a ciò che è diverso, questo mi ha creato non pochi problemi con gli uomini perchè a volte, purtroppo, quel che sembra diverso è soltanto paraculo.

Non mi piacciono le persone che sembrano luoghi comuni, ma purtroppo normalmente, mi ci devo scontrare tutti i giorni per un tot di ore a settimana, ma poi dalla mia nuvoletta osservo tutto come se stessi guardando un documentario su Discovery Channel e mi passa perchè penso che sia una scuola di vita necessaria.

E non venite a dirmi che i luoghi comuni non esistono che non bisogna generalizzare e bla , bla,bla.perchè anche a me piacerebbe tanto credere che ne so,che Giuliano Ferrara sia il frutto di un’allucinazione collettiva, ma, ahimè, non è così.

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Bignami di famiglia: Nonno Giorgio contentissimo di portare Giovanna all’altare. Giovanna invece anche.

 

 

 

 

 

 

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8 thoughts on “Io sono

  1. Tu sei…uno spasso, ironica,simpatica, brillante…probabilmente in parte simile alla tua simpaticissima mamma. Sarà un piacere ‘seguirti’🌺 p.s. anche io ho avuto la fortuna di conoscere la tua mamma grazie allo scrap😄

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